lunedì 26 settembre 2016

La montagna dentro

“Appendo l’amaca.
Sotto di me il vuoto, sopra di me le stelle.
Guardo le luci della vallata e mi sento in pace.
Non vorrei essere in nessun altro posto.”

 Hervé Barmasse, La montagna dentro

venerdì 10 luglio 2015

Il rifugio

"Tutta quella sterminata notte carica d’abissi ruotava intorno alla minuscola conchiglia di latta dove riposavano gli uomini. Là dentro c’era uno spazio addomesticato, ancora fremente di gesti umani… Nient’altro che cuori amici, una particolate tenerezza delle cose fatte per essere usate dall’uomo… La capanna navigava, come un’arca carica di tepore e di vita, tra le lunghe onde del silenzio e della morte"
Samivel
Nella foto: il rifugio Quinto Alpini in Val Zebrù (fonte: http://www.montagna.tv/cms/42496/val-zebru-il-cinema-di-montagna-al-rifugio-quinto-alpini)

lunedì 6 ottobre 2014

Sognare non costa nulla...


La sinuosa linea della Biancograt, ridiscesa da Christian Klucker e Ludwig Norman-Neruda durante l’avventura del luglio 1890. (Fonte: Meridiani Montagne Engadina)

lunedì 12 maggio 2014

Never give up!

Climb every mountain!
[ Mountain climbing goats in Colorado (USA)]

giovedì 9 gennaio 2014

Realtà e sogno


La realtà è il cinque per cento della vita.
L'uomo deve sognare per salvarsi.
Walter Bonatti

lunedì 25 novembre 2013

Ho inciampato in te e ora sono chino su di me

Datemi un'altra vita lasciandomi anche questa, ti voglio e non posso, non voglio cambiare direzione ma ciò che ho visto di te è così... Dio è così che non so neppure dirlo, e come faccio se posso stare con te soltanto di là, dove non posso, dove quando mi fermo mi buttano fuori, le regole, gli altri, il vento troppo forte che spazza questa cima, e le mie paure. 
Salgo da solo questa via di te perchè gli altri non capiscono, e soltanto perchè da solo posso avere un'altra vita, quella irregolare, ipotetica, sdrucciolevole. 
Ho inciampato in te e ora sono chino su di me.

Fabio Palma, Inquitudini (Solitari)
Altri estratti dal capitolo "Inquietudini", qui.

Di getto

Magari è meglio sfruttare ogni ora, perchè tutto è effimero, come una cascata di ghiaccio, e le emozioni vere sono quelle che ti lasciano una cicatrice tutta la vita, quelle in cui non bisogna mettere troppi punti e troppi punti e virgola come in questo pensiero, perchè quando li metti potresti andare a capo, ed allora potrebbe essere per sempre, e un po' ti dispiacerà, anche fra anni, anche fra decenni, e la vita avrà scavato un oceano, ma sempre una piccola cicatrice ti ricorderà un momento od un istante, di agitazione e di fuori di testa, come quando arriva un'onda anomala e ti butta giù, e rimani bagnato e ridi, e quando va via torni a fare il bagno nell'acqua calma, ma un po' ti dispiace, di stare in piedi e di accovacciarti quando vuoi tu, e non quando vuole anche il tuo cuore e il caso e questo brivido che ho ora dentro, e Dio ti ringrazio anche di queste ore, e fammi fermare e mettere questo punto, ma non ora non ora non ora.

Fabio Palma
(Questo è il pensiero, scritto in pochi secondi di un fine Aprile 2005, che diede il via al capitolo "Inquietudini" di Solitari, e poi, via via, a tutti gli altri pensieri e racconti: qui la pagina dell'Autore)