venerdì 26 febbraio 2010

Arrampicare

Avete talvolta calmi e silenziosi,
salito la montagna alla presenza
dei cieli?
E' stato sulla riva del... Sund, sulle
coste di Bretagna?
Avevate l'Oceano
ai piedi della montagna
e là appesi su l'onda
e su l'immensità
calmi e silenziosi,
avete ascoltato?

V. Hugo

martedì 16 febbraio 2010

Il coraggio delle idee


Niente meglio della Montagna rappresenta la metafora della vita.
C'è la bellezza. E accanto la fatica.
C'è l'ebbrezza della sfida, ma anche la consapevolezza del limite.
Insegna l'attesa, l'impazienza, la sconfitta e l'importanza di sapersi accontentare.
Amare la Montagna significa apprezzare la propria cima, che, anche se non elevata, è il piccolo successo di oggi. Piccolo, ma pur sempre successo.
Quando lo si capisce, anche una piccola cima diventa una vetta.
E si riconosce l'importanza di saper apprezzare le piccole cose.
La Montagna insegna a riflettere e a non dare nulla per scontato.
Imparare a credere nelle proprie convinzioni a dispetto di tutto ciò che sta intorno, le opinioni, le delusioni, l'amarezza, la disillusione solo apparantemente sembra facile.
La Montagna rafforza questo presupposto interiore, esercitando l'anima.
Pazienza e consapevolezza trovano in lei una naturale palestra che forgia il carattere.
La Montagna insegna a guardare sempre in una prospettiva diversa le cose.
Dal basso sembra tutto faticoso, ma estremamente attraente.
Mentre si sale, il dubbio è la colonna sonora: c'è la tentazione di rinunciare accanto al desiderio di avere e fare tutto subito. Si vorrebbe mollare o raggiungere subito la meta.
Nella vita non sempre c'è una direttissima, ma c'è sempre una via normale.
La cima la si guadagna con il sudore, con la fatica, ma è solo quella sublime stanchezza che disseta la mente, la apre e dona la vista vera, quella che non solo mette a fuoco un paesaggio, ma soprattutto quella che permette una lettura diversa di ogni sfida e di ogni piccola conquista.
Il proprio mondo diventa un piccolo mondo da lassù.
La Montagna insegna l'umiltà, insegna che per un attimo di gioia può occorrere una vita.
Per mezz'ora di vetta, ore e ore di salita.
Per avere, bisogna dare.
E, soprattutto, per essere, bisogna imparare a sfidare paure e sofferenza.
Esercitare l'anima a non mollare, aggrappandosi a tutto e crederci.
Se si crede, ogni perchè avrà una giustificazione.
E davvero l'uomo sarà se stesso.

Qualcuno, più bravo di me, con la musica e le parole ha saputo tratteggiare in poche strofe quest'idea.
Non sono parole di un alpinista, ma potrebbe averle scritte un alpinista.

Mi arrampico da secoli
ogni parete è mia
sfidando leggi fisiche
paure e ipocrisia
le difficoltà si sommano
il mio limite qual è
quanto potrò mai resistere
sempre appeso ad un perché

Aggrappato alle tue lacrime
finché il tuo dolore è il mio
per sentirmi meno inutile
ed un po’ più umano anch’io
sono scalatore intrepido
che più folle non si può
per portare in salvo questo amore
non sai che m’inventerò

non ho mai posto limiti
alla Provvidenza io no…
Anche se da certi uomini
sorprese io non mi aspetterò
ma qualcuno dovrà crederci
e sfidare la realtà
scegliere come vivere e
imparare come
si fa…

E non è necessario perdersi
in astruse strategie,
tu lo sai può ancora vincere
chi ha il coraggio delle idee…

Mi lascerò coinvolgere
io non torno indietro no
fino a che fra queste nuvole
la mia cima toccherò
mi dispiace se tu non sei qui
a godere insieme a me
nel vedere il giorno nascere
e c’è Dio vicino a te…

Alziamo muri altissimi
perché poi io non saprei
anche se poi certi uomini
non amano mostrarsi mai
ma qualcuno dovrà crederci
pioggia o vento essere qua
amare per non conoscersi
insegnarlo a chi non lo sa
e poi moriamo senza accorgerci
sotto un cielo di fobie
dimmi che può ancora vincere
chi ha il coraggio delle idee

(Renato Zero)
 

giovedì 11 febbraio 2010

"Le Mie Montagne" anche su Facebook

Ho creato un gruppo su Facebook con l'intenzione di raccogliere una sorta di linkografia a siti interessanti relativi alla montagna. Per entrare occorre richiedere un permesso.
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