lunedì 25 novembre 2013

Ho inciampato in te e ora sono chino su di me

Datemi un'altra vita lasciandomi anche questa, ti voglio e non posso, non voglio cambiare direzione ma ciò che ho visto di te è così... Dio è così che non so neppure dirlo, e come faccio se posso stare con te soltanto di là, dove non posso, dove quando mi fermo mi buttano fuori, le regole, gli altri, il vento troppo forte che spazza questa cima, e le mie paure. 
Salgo da solo questa via di te perchè gli altri non capiscono, e soltanto perchè da solo posso avere un'altra vita, quella irregolare, ipotetica, sdrucciolevole. 
Ho inciampato in te e ora sono chino su di me.

Fabio Palma, Inquitudini (Solitari)
Altri estratti dal capitolo "Inquietudini", qui.

Di getto

Magari è meglio sfruttare ogni ora, perchè tutto è effimero, come una cascata di ghiaccio, e le emozioni vere sono quelle che ti lasciano una cicatrice tutta la vita, quelle in cui non bisogna mettere troppi punti e troppi punti e virgola come in questo pensiero, perchè quando li metti potresti andare a capo, ed allora potrebbe essere per sempre, e un po' ti dispiacerà, anche fra anni, anche fra decenni, e la vita avrà scavato un oceano, ma sempre una piccola cicatrice ti ricorderà un momento od un istante, di agitazione e di fuori di testa, come quando arriva un'onda anomala e ti butta giù, e rimani bagnato e ridi, e quando va via torni a fare il bagno nell'acqua calma, ma un po' ti dispiace, di stare in piedi e di accovacciarti quando vuoi tu, e non quando vuole anche il tuo cuore e il caso e questo brivido che ho ora dentro, e Dio ti ringrazio anche di queste ore, e fammi fermare e mettere questo punto, ma non ora non ora non ora.

Fabio Palma
(Questo è il pensiero, scritto in pochi secondi di un fine Aprile 2005, che diede il via al capitolo "Inquietudini" di Solitari, e poi, via via, a tutti gli altri pensieri e racconti: qui la pagina dell'Autore)

mercoledì 13 novembre 2013

Immagina un passo

Immagina un passo 
nella neve fonda 
ti volti e lo guardi. 
Alla meta 
i tuoi passi sembrano una traccia, 
e lo sono. 
Ma come nella vita 
la traccia scompare 
e la meta è sempre nuova. 
Quello che resta 
è il tuo passo, forte 
nella neve fonda.

Paolo Terruzzi
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[Pubblicata su gentile autorizzazione dell'Autore]