lunedì 16 novembre 2009

Tomaz Humar

Kathmandu, 14 nov. (Adnkronos) - Lo scalatore sloveno Tomaz Humar e' morto all'eta' di 40 anni sul Langtan Lirung, un picco di 7.200 metri della catena dell'Himalaya, in Nepal. Il suo corpo e' stato ritrovato oggi da una squadra di soccorso di tre persone a una altitudine di 5.600 metri, dopo che lunedi' era rimasto ferito e aveva lanciato l'allarme alla sua base. Humar lascia una moglie e due figli.

sabato 14 novembre 2009

Inverno

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.

F. De Andrè (riarrangiata da F. Battiato 2009 nell'album Inneres Auge)

giovedì 1 ottobre 2009

Le mani ti portano il freddo quando fuori di te il gelo assedia la vita, ma intiepidiscono un viso quando lo sfiorano innamorate.
Sanno dare l'aria quando ti senti soffocare, e ad esse ti aggrappi durante i tanti cercare, invano, della vita.
In arrampicata esplorano il fragile e l'opulento, il minuscolo e l'attonito, ed è un pò come quando ami, esse partono da te e non sai mai il brivido che scrollerà l'attesa quanto profondo ti scaverà.
Succederà che le rimirerai giorni e anni dopo, alla ricerca di quel brivido, e come il vento qualcosa scompiglierà, magari i capelli ed è un'immagine abusata ma forse anche le labbra e cose così, apparentemente solide e ben formate...l'istante e l'incanto del cumulo di brividi di quel giorno riesumerà tutto d'un colpo, così finalmente potrai apprezzare quello che hai fatto e capirlo un pò di più.

Qui le margherite sono umili, così più realiste del loro destino, non hanno l'ansia che mi strozza anche oggi, quella morsa di voglia che combacia raramente con quanto potrei fare. Non hanno stelo, a milioni tappezzano il prato con corolle gialle e regali ma appiattite su un prato rasato da mucche e vento. Forse lo stelo c'è ma è sottoterra, così, come dovrei conservarlo anch'io, saperne l'esistenza ma relegarne la supponenza come certe maestre fanno con i bambini sapientoni, li zittiscono e li spingono a fondo classe.
Invece il mio, di stelo, continua a venir fuori, non ascolta il vento gelido delle mie paure e incapacità...sono sempre troppo in alto rispetto alla pianura delle cose da fare o da provare, e così loro, le margherite, vivono senza troppi problemi anche in questa valle sfondata dal vento dei 6000 metri che la chiudono mentre io cerco invano di coprirmi all'uragano di ambizioni che la vita mi scaraventa addosso.

Fabio Palma, Pensieri dal Perù

mercoledì 30 settembre 2009

Ci sono persone che sanno vedere la vita di soqquadro, magari la descrivono con le parole, o con i gesti, o con racconti e libri, ma insomma hanno un modo tutto loro di mettersi di fronte alle cose, e spesso non è neanche un di fronte, è un di sbieco, te lo fanno capire con due righe scritte, con un sorriso strano, o con una foto appesa in un ufficio, ad addolcire una paratia, a mettere un confine fra quello che si fa e quello che si è.
Insomma l'hai capito, è tutta questione di torcere un po' il collo e vedi che lo sguardo trasale, c'è tutta una visione diversa perfino di se stessi.

A me piace scrutare negli angoli delle cose e delle persone, dove magari c'è polvere, ed è quella che vorrei, o disordine, ed è quello che io sono, perchè trovami una persona viva che sia ordinata, la vita non si sposa con l'ordine, altrimenti sarebbe tutta piana e lineare e invece vedi quanti dossi incontri perfino appena giù dal letto, non c'è niente che vada dritto, e non c'è nulla che si ordini, ed in fondo anche questo è un valore, e così la pigna delle carte di tutti i giorni cresce perchè cade neve del devo fare ma anche, perchè no, ogni tanto scende un po' di nebbia a cambiare il faccio prima e il faccio dopo..

Magari anche tu, come me, ogni tanto voli via, anche quando parli con un altro, ogni tanto anche tu diventi altro di te stesso...

Fabio Palma, Concerto Verticale

martedì 29 settembre 2009

Non cercate nel monte un'impalcatura per arrampicare, cercate la sua anima.

Julius Kugy (1858-1944),
scrittore e alpinista italiano.