giovedì 22 dicembre 2011

Ho portato il mio io sul punto più alto; 
e lo lascio lassù l'io che vorrei essere.
scendo con l'io che sono! 
Reinhard Karl
La volontà è sacrificio e fatica.
Chi ha la volontà di affermarsi lealmente non sarà mai uno sconfitto. 
R. Cassin

domenica 11 dicembre 2011

Montagna, lupo

 "Una montagna con sopra un lupo è una montagna più alta" 
(E. Hoegland)


mercoledì 30 novembre 2011

Raccontare, parlare, è molto difficile. 
È sempre duro arrivare così vicino all'essenza della vita e poi, dopo, ritornare indietro e sentirsi imprigionati nelle strettoie del linguaggio completamente inadeguato a tradurre in simboli i concetti la totalità dell'esperienza vissuta. Un'esperienza lunga e sofferta che mi ha permesso di capire una verità fondamentale: alla base di tutto, di ogni azione che l'uomo compie, dev'esserci sempre Amore. 

Renato Casarotto.

mercoledì 23 novembre 2011

Quando ho raggiunto la sommità della parete, Janez non era lì per salutarmi. Al suo posto c'erano soltanto il vento fortissimo e delle impronte, che si dirigevano verso la cima nord-ovest lungo il lato meridionale della cresta. “Ma adesso dove sta andando?” mi sono chiesto quando l'ho intravisto per un istante. Ho aspettato e l'ho chiamato: “Janez, Janez!”. Poi ho pensato: “Forse è andato avanti un po' per dare un'occhiata”. Così, imprecando, ho cercato di raggiungerlo: dove si stava cacciando con quel tempo? Ad un certo punto, mentre il vento soffiava furioso, ho raggiunto le sue ultime tracce: ho visto soltanto la sua radio, accesa, capovolta sul lato opposto della cresta. E sono crollato». Janez Jeglič, classe 1961, uno dei migliori alpinisti di ogni tempo, era stato portato via dal vento.
 Tomaž Humar

martedì 22 novembre 2011

Dismissione della piattaforma Splinder

E' ufficiale: Splinder il 31.01.2012 chiuderà i battenti, qui sopra l'avviso agli utenti che appare oggi sulla home page.
Ho appena ultimato il trasferimento manuale dei post da lemiemontagne.splinder.com a qui (montagnedivita.blogspot.com), proprio ora che Splinder ha ufficialmente comunicato che consentirà agli utenti di "recuperare" tutti i contenuti dei blog.
Non mi è stato possibile, tuttavia, riportare i commenti con la data di inserimento.
Se Splinder non consentirà la migrazione anche del contenuto dei commenti (si dice che "a breve verrà inviata una comunicazione con le indicazioni da seguire per recuperare tutti i contenuti dei blog ospitati", quindi - ne deduco - anche i commenti), nei prossimi giorni cercherò un metodo alternativo affinchè non vadano persi.
Grazie.

lunedì 21 novembre 2011

Da Splinder a Blogger

Nelle pagine precedenti trovate i contenuti del blog lemiemontagne.splinder.com.
Si vocifera di un'imminente chiusura dei servizi di hosting per i blog da parte di Splinder a partire dalla fine di novembre 2011.
In mancanza di conferme o smentite da parte della stessa Splinder, ed in assenza di utilità di migrazione automatica dei contenuti dalla piattaforma Splinder a quella di Blogger, sto provvedendo manualmente al trasferimento dei post.
Prevedo di ultimare entro la fine della prossima settimana il lavoro.

Grazie a tutti i lettori che persevereranno nel leggere pensieri e riflessioni sulla montagna vecchi e nuovi, che continueranno ad essere divulgati con la stessa passione dimostrata nell'"era Splinder".

Mtblu

giovedì 10 novembre 2011

La tragedia sul Bianco due morti da non giudicare


Ogni alpinista convive con un incubo: essere anticipato dalla perturbazione. Partire con la montagna amica e cadere nel gorgo della bufera.

Te lo sogni la notte quel fronte di nuvole grigie che si affaccia all’orizzonte e ti prende alle spalle, tu che scappi e lui che corre sempre più veloce, finché ti raggiunge e t’inghiotte. Come l’onda che bracca il navigante. Non è la fatalistica attesa delle perturbazioni di una volta, quando la meteorologia era scienza vaga e inattendibile, e si affrontava la montagna con lo spirito di chi, per forza di cose, era disposto a subire i capricci del tempo. No, è la spietata precisione delle nostre perturbazioni, oggi che le previsioni non sbagliano quasi più e puoi conoscere l’ora precisa in cui arriveranno le nebbie e scenderà il primo fiocco di neve, oggi che se sei veloce puoi far fesso anche il cattivo tempo a patto di non sbagliare, di non fermarti, di non voltarti indietro.

La guida francese Olivier Sourzac era forte e determinata, molto esperta, forse un po’ troppo sicura di sé. Olivier arrampicava con una cliente che conosceva molto bene: Charlotte De Metz. Insieme avevano fatto le vie più difficili del Monte Bianco. Erano già stati anche sulla parete Nord delle Grandes Jorasses, che è tetra, difficile e meravigliosa, e offre agli alpinisti bravi una specie di accesso facilitato: il Linceul, lenzuolo in italiano. Immaginate un fazzoletto di neve e ghiaccio appiccicato alle verticali della grande Nord, ma senza roccia, senza strapiombi, così liscio e regolare che con le piccozze di oggi si può salire leggeri, anche molto veloci, raggiungendo la vetta delle Jorasses in meno di una giornata. Un giorno era il tempo che aveva messo in conto Olivier, senza dubbi evidentemente: così potevano uscire prima della tempesta e scendere in serata al rifugio Boccalatte, sul versante italiano. Scalare leggeri ed evitare il bivacco sulla montagna: quello era il piano.

Ora sarebbe facile scrivere che Sourzac si sbagliava perché su una grande parete è sempre possibile fare tardi, basta un imprevisto, un piccolo incidente, un cedimento fisico, e se sta arrivando una bassa pressione così organizzata come quella che ha alluvionato la Liguria e mezza Italia bisognerebbe tenersi un buon margine per poter scappare o tornare indietro. Sarebbe facile ma ingeneroso, perché non abbiamo diritto di giudicare chi ha perso la propria vita senza risparmiarsi. Nonostante sia stata una specie di «morte in diretta» non sapremo mai che cosa sia successo sul candido Lenzuolo, che quando sono partiti dal ghiacciaio doveva sembrare un velo da sposa che scintillava sotto il sole d’autunno e dopo poche ore si è trasformato in un sudario senza speranza. Non sapremo mai perché abbiano fatto tardi e perché si siano lasciati braccare dalla perturbazione, sappiamo solo che sono arrivati in cima in un’alba che non è mai diventata giorno.

I soccorritori che ieri hanno raccolto le salme dei francesi sotto uno spuntone di roccia splendidamente ricamato dal gelo sulla via normale delle Grandes Jorasses, raccontano di quanto la morte appaia come l’esito più paradossale, prima ancora che crudele, per chi salga in una mattina di sole su una montagna splendente di luce e neve fresca. Bellezza e tragedia si toccano e misteriosamente convivono: non si può dire nient’altro. Chi ha provato la confusione della nebbia, del vento e dell’angoscia in alta montagna può vagamente immaginare la ragione di certe scelte estreme, di certi abbandoni, ma solo i protagonisti potrebbero raccontare. Per bravo ed esperto che sia, quando un alpinista viene inghiottito dalla bufera entra in una realtà separata, fatta di bisogni e reazioni elementari o di sentimenti inesprimibili. Il freddo e la debilitazione dell’organismo allontanano gradualmente le persone dalla vita e si entra piano in un mondo a parte. I pensieri si dissociano dal corpo, il tempo perde il suo valore e anche la paura svanisce in un limbo senza dolore, bianco come la neve che sta attorno.

Così raccontano quelli che sono sopravvissuti.

Enrico Camanni

Pubblicato su www.lastampa.it 

mercoledì 9 novembre 2011

Nelle terre estreme

A tenermi attaccato alla montagna, a tenermi attaccato al mondo, erano soltanto due sottili chiodi di molibdeno al cromo piantati in un centimetro di acqua congelata.
Eppure più mi arrampicavo, più mi sentivo a mio agio. [...]
In simili frangenti senti nel petto qualcosa di prossimo alla felicità, non però quel genere di emozione sul quale contare.
Nelle scalate solitarie l'intera impresa è tenuta insieme da una certa temerarietà, un adesivo non molto affidabile.

Jon Krakauer, Nelle terre estreme

venerdì 4 novembre 2011

Emozioni in cresta

"Perchè in cresta?
perchè la cresta è qualcosa di alto, qualcosa che divide e da dove hai un’ampia visibilità;
la cresta è un cuore grande, una mente aperta, un pensiero semplice, sereno e felice.
In cresta ci si può sedere e guardare in giro, prendere fiato restando sempre un passo avanti al momento della decisione di andare , che per quanto felice, esclude mille altre strade.
La cresta è come l’invisibile filo teso della vita, su cui cammini a volte in perfetto equilibrio, spesso a un niente dal cadere che solo l’incrociare lo sguardo di una persona amica ti impedisce di cedere al lasciarti andare così da far cessare infine l’angoscia del vivere."

Giovanni Busato, Pensieri vernini
(http://alpinesketches.wordpress.com/2011/11/04/pensieri-vernini/)

martedì 18 ottobre 2011

In bilico


In bilico
tra santi e falsi dei
sorretto da
un’insensata voglia
di equilibrio
e resto qui
sul filo di un rasoio
ad asciugar
parole
che oggi ho steso
e mai dirò

non senti che
tremo mentre canto
nascondo
questa stupida allegria
quando mi guardi

non senti che
tremo mentre canto
è il segno
di un’estate che
vorrei potesse non finire mai

in bilico
tra tutti i miei vorrei
non sento più
quell’insensata voglia
di equilibrio
che mi lascia qui
sul filo di un rasoio
a disegnar
capriole
che a mezz’aria
mai farò

non senti che
tremo mentre canto
nascondo
questa stupida allegria
quando mi guardi

non senti che
tremo mentre canto
è il segno
di un’estate che
vorrei potesse non finire mai

in bilico
tra santi che
non pagano
e tanto il tempo
passa e passerai
come sai tu
in bilico e intanto
il tempo passa e tu non passi mai

nascondo
questa stupida allegria
quando mi guardi

non senti che
tremo mentre canto
è il segno
di un’estate che
vorrei potesse non finire mai!

Estate - Negramaro

giovedì 13 ottobre 2011

Sentiero degli Alpini


Monte Toraggio m. 1973 - isola di gole e di rocce verticali che lasciano in bocca la stessa sete dei Calanchi, che offrono allo sguardo quelle stesse pareti strapiombanti in cui l'uomo ha tagliato una pista sospesa a fili di luce, nascosta al cielo: il sentiero degli alpini (costruito per fini militari tra il 1936 e il 1938 per scopi militari al fine di evitare l'artiglieria francese appostata sul versante della Val Roja).

La foto è di Gianluca Pagnini, il testo di Giuseppe Manni - "Dal monte Carmo del Finale al Dolent" (Società Cartografica Italiana di Genova).
Su autorizzazione del fotografo.

venerdì 7 ottobre 2011

Consigli per un viaggio in Canada in Mountain Bike

Dal sito Turbolince, un avvincente resoconto di una vacanza in mountain bike in Canada, nelle Rocky Mountains.


Da Banff a Jasper, attraverso il Banff National Park e il Jasper National Park, pedalando in mezzo alla natura, tra gli orsi e i leggendari laghi e riposando presso gli accoglienti lodge tipici della zona.
Assolutamente da non perdere e possibilmente da percorrere al più presto!!

http://www.turbolince.com/mountain_bike/consigli_per_un_viaggio_in_canada_in_mountain_bike.html

lunedì 26 settembre 2011

Mens sana in corpore sano

"Mi ponete anche una domanda sullo sport. Mi rallegro molto di questa domanda alla quale posso rispondere sulla base delle mie personali esperienze. Ho dato sempre (e continuo a dare) una grande importanza all’antico principio: “Mens sana in corpore sano”. Lo sforzo fisico, particolarmente quello sportivo, deve servire a ciò. Un motivo supplementare, ma molto importante quando si trattava di intraprendere questo sforzo (nelle diverse forme), fu per me sempre l’amore verso la natura: verso i laghi, i boschi, le montagne, sia in estate, come in altre stagioni, e in particolare in inverno, quando occorre fare il turismo servendosi degli sci".

Giovanni Paolo II (il papa sportivo, l'atleta di Dio), Discorso ai giovani - Budokan, 24 febbraio 1981

mercoledì 14 settembre 2011

Walter Bonatti, 22 giugno 1930 – 13 settembre 2011


Nella foto: Walter Bonatti, il 22 febbraio 1965, saluta dalla vetta del Cervino al termine della sua impresa più bella: la via nuova diretta, solitaria, invernale, sulla parete nord.


«Ho scoperto che l'uomo è pieno di sorprese, e anche di contraddizioni. Ci ho molto pensato. Ma in realtà il mio viaggio non è mai finito. Non esiste un termine. Al fondo di tutto c'è l'universo, l'immensità. Chissà fin dove può arrivare... A volte mi è sembrato davvero di essere riuscito a dare uno sguardo al di là della dimensione in cui siamo calati. Certo, è difficile da spiegare. Ma in fondo è bene che un po' di mistero rimanga: guai a distruggerlo, rovineremo il senso della vita. E poi il mistero era e rimane un invito alla scoperta».
Walter Bonatti, 2008 (da un'intervista di Roberto Mantovani)

Il più bell'esempio di umiltà di un alpinista è espresso nella sua frase "Nessuna montagna vale la vita", spiegando il motivo del ritiro dalla parete nord dell'Eiger in solitaria. In quell'occasione fu colpito da una frana riportando la frattura di una costola.
Seppe rinunciare, inginocchiandosi di fronte alla grandezza della montagna, senza sfidarla.

Ciao Walter, grazie di tutto!

martedì 16 agosto 2011

Grazie montagna

Grazie montagna
per avermi dato lezioni di vita,
perché faticando ho imparato a gustare il riposo,
perché sudando ho imparato
ad apprezzare un sorso d'acqua fresca,
perché stanco mi sono fermato
e ho potuto ammirare le meraviglie di un fiore,
la libertà di un volo di uccelli,
respirare il profumo della semplicità;
perché solo, immerso nel tuo silenzio,
mi sono visto allo specchio e spaventato
ho ammesso il mio bisogno di verità e amore,
perché soffrendo ho assaporato
la gioia della vetta percependo che le cose vere,
quelle che portano la felicità,
si ottengono con la fatica
e chi non sa soffrire mai potrà capire.

Battistino Bonali
(Scalatore morto l'8 agosto 1993 in Perù con la spedizione che raccoglieva fondi per l'ospedale di Chacas)


Battistino Bonali, scalatore di fama internazionale, venne in Perú per la prima volta nel 1990, per scalare le magnifiche cime della Cordillera Blanca, insieme ad alcuni ragazzi della scuola di intagliatori di Chacas. In questa occasione conobbe Padre Ugo De Censi e le attivitá dell' Operazione Mato Grosso, e se ne innamoró a tal punto da decidere di ritornare tre anni dopo.
A differenza di molti degli alpinisti che frequentano queste cime, seppe accorgersi della estrema povertá della gente che vive ai piedi delle montagne, e non restó indifferente.
Nel 1991 raggiunse la vetta dell'Everest in completo stile alpino (Great Gouluase).
Attraverso la grande amicizia nata con Padre Ugo, ritornó nel 1993 per lanciare una grande impresa: scalare la parete nord del Huascarán, lungo l'irripetuta Via Casarotto (1977) con lo slogan "Salire in alto per aiutare chi sta in basso". Morí tragicamente il giorno 8 agosto 1993, insieme all'amico Giandomenico Ducoli, durante la scalata alla parete Nord del Huascarán, quando ormai mancavano poche decine di metri all' uscita in vetta.

17 maggio 1991
Vetta dell'Everest
(8848 m)

domenica 7 agosto 2011

Le montagne non sono l’assoluto, ma lo suggeriscono.

Samivel
Qualunque paesaggio è uno stato d’animo.

Dante
Quanto più ci innalziamo, tanto più sembriamo piccoli a chi non sa volare.

Friedrik Nietzsche
A mete eccelse per anguste vie.

Victor Hugo
Ogni cima che raggiungi, non è altro che una tappa intermedia.

Seneca
La via verso la cima è come il cammino verso se stessi, solitario.

Alessandro Gogna
L’arrampicata non è tanto raggiungere la cima, ma piuttosto tutto quello che sta nel mezzo.

Lynn Hill
Nell’arrampicata il muscolo più forte è il nostro cervello.

Wolfgang Güllich, alpinista e free-climber

lunedì 1 agosto 2011

A passo d'uomo


Per me, occidentale (per nascita) dell’epoca moderna, ogni montagna è sacra.
Ogni spinta della terra verso l’alto rappresenta simbolicamente un’ascesi, un tentativo della materia di farsi spirito. Ogni salita è un ponte teso verso l’alto, un ponte che in qualche modo, prima o poi, tutti devono percorrere.
Ogni montagna merita un pellegrinaggio ed è solo con questo spirito “pellegrino” che l’alpinista si può considerare tale, il resto è solo sport, cronaca di atleti e di sfide, coraggiose forse, ma sterili se ancorate solamente alla dimensione materiale.
Questa camminata rappresenta il mio pellegrinaggio pagano alla ricerca di ciò che sono, ciò che dovrei essere e di ciò che vorrei diventare.
Forse rappresenta solo un sogno, un voto, una follia.
Si tratta  di un viaggio fisico ma, sopra ogni cosa, si tratta di un viaggio nelle desolate geografie dell’anima e nelle misteriose foreste di simboli che la montagna rappresenta.
I viaggi privi di obbligo sono oggi i più necessari, il viaggio è un invito alla meditazione. Il viaggio fu necessario a Keruoak, Holderlin, Nietzsche, Chatwin, solo per citare alcuni dei pensatori che dal viaggio hanno tratto la necessaria ispirazione per le loro opere.
Il viaggio come ritorno alla natura, il passaggio al bosco di Junger, il ritorno all’origine e all’autentico che sfugge alla presenza della modernità.
Il viandante in fondo non viaggia che per ritornare.
Attraverso la solitudine, la durezza della natura e la stanchezza, ho cercato di comprendere un po’ di più di me. Senza troppe illusioni, senza troppe aspettative e senza troppe ambizioni ma soprattutto senza alcuna fretta, a... passo d’uomo.

Nicola Cozzio, A passo d'uomo
http://nicolacozzio.org/index.php

A volte dietro ad opere coraggiose e profonde si nascondono uomini che, con la fama, diventano irraggiungibili, al punto da diventare entità evanescenti, dei nomi, altisonanti, ma meri nomi, e con la distanza che pongono tra sè e il mondo come fosse un ponte invalicabile, parte del loro talento si (dis)perde in quell'aurea di sacralità che fa perdere di vista la loro umanità.
Ho avuto la fortuna e l'onore di parlare con l'Autore: nonostante il talento e l'acuta sensibilità artistica, peraltro poliedrica e multidisciplinare, è rimasto un uomo vero, pronto al confronto, disponibile a parlare con il suo lettore, umano, troppo umano forse, ma maledettamente vero, senza fronzoli ed orpelli, diretto, autentico.
Solo quando l'autore non è un nome, ma un uomo, quello che viene scritto può diventare un po' più nostro, di tutti, un dono per l'umanità, un'esperienza universale nata dall'intuizione e dalla sensibilità di chi ha un cuore e non di chi si nasconde dietro ciò che scrive.
Grazie, Nicola, grazie di aver condiviso con noi il tuo viaggio.

venerdì 22 luglio 2011

I monti non sono mai stati un avversario contro cui misuriamo le nostre forze ma il metro con cui le misuriamo.
Paul Preuss

Sperate sempre in ciò che aspettate, ma non aspettate mai cio in cui sperate.
Credete solo in ciò che vi convince, ma lasciatevi convincere solo da cio in cui credete.
A felice ricordo di chi, tra Schiller e se stesso, lascia solo una foglia in liberta', perchè sotto i raggi del sole ogni sua goccia di rugiada possa brillare'

Paul Preuss
L'ebbrezza di quell'ora passata lassù,
isolato dal mondo,
nella gloria delle altezze,
potrebbe essere sufficiente a giustificare qualunque follia.


G. Gervasutti - ''Il Fortissimo'' 1909-1946

martedì 19 luglio 2011

Oltre i 4000, fino a 4554 metri!


Dimmi cos'è questa luce che viene dall'anima...
11 luglio 2011
Capanna Margherita
Punta Gnifetti
Monte Rosa

martedì 5 luglio 2011

Non basta salire una montagna,
bisogna essere la montagna che si sale.
Avere valli ed essere cima
.

Omar Vecchio
Filosofia… è la libera scelta di vivere fra ghiacci ed alte cime.

F. Nietzsche
L’alpinismo è entrare in simbiosi con la montagna e far parte di essa.

venerdì 1 luglio 2011

Capanna Margherita

 Scrutando le condizioni meteo...


martedì 14 giugno 2011

Le Dolomiti

Se vuoi vedere l'incanto dei monti,
albe dorate e rossi tramonti,
e mille mille colori brillare
le Dolomiti vieni a mirare,
e mille mille colori brillare
le dolomiti vieni a mirare.

Vieni a vedere le cime di ghiaccio
il Sassolungo, il Catinaccio
e campanili d'argento toccare,
il ciel sereno più azzurro del mare,
e campanili d'argento toccare,
il ciel sereno più azzurro del mare.

Vieni a sentire il respiro che lieve
è nella roccia, sotto la neve
è nel segreto del giorno che muore,
nei suoi rintocchi che scendono al cuore,
è nel segreto del giorno che muore,
nei suoi rintocchi che scendono al cuore.

lunedì 13 giugno 2011

Ogni volta che, zaino in spalla e scarponi stretti, mi metto a camminare in montagna, mi chiedo chi me lo faccia fare.

Con la bici o con gli sci, dopo la fatica della salita, c'è l'alto godimento di una discesa che, per quanto difficile, è pur sempre puro divertimento.
La gravità, insomma, nemica delle salite più impegnative, al ritorno aiuta, eccome, se aiuta!

Quando si va su con i propri piedi, invece, la discesa finisce con impegnare tanto quanto la salita, le gambe duolgono, le dita soffrono costrette in una tomaia che non è mai comoda neanche quando la scarpa è ormai sfondata e adattata alla forma del piede, l'altimetro, quel dannato aggeggio che mi ostino sempre a guardare, segna sempre una quota superiore a quella che mi aspetterei.

Per non parlare di chi parte dopo di te, ti supera e quando arrivi alla macchina vedi dai resti che ci sono sul tavolo del baretto accanto che è tornato alla base prima di te e anche da un bel po'.
E poi... e poi ci sono gli acciacchi del giorno dopo e allora mi viene di nuovo da chiedermi: perchè ogni volta ci casco? Chi me lo fa fare?

Poi però ci sono le foto e soprattutto tutti i ricordi fotografati con la mente e quella musica di sottofondo che popola immagini e pensieri, quelli che ti tieni dentro e ti porti nel cuore ogni volta, anche se incorniciati su sfondi diversi.
E' una colonna sonora nota, ma diversa ogni volta, il pensiero diventa dialogo profondo con se stessi e il paesaggio intorno elevazione dell'anima, liberazione e sfogo, voce per tutto ciò che non si può o non si sa dire.
Capisci subito che dentro si è rinnovato qualcosa, che quello che cercavi anche questa volta l'hai trovato, che la motivazione recondita era insopprimibile, costi quel che costi viverla e riviverla.

E allora sorrido, almeno le guance non fanno male, sono abituate a sorridere anche quando la fatica si fa sentire, anche quando la razionalità scoraggia e spingerebbe a lasciar perdere, anche quando si farebbe meglio a tenere le labbra serrate e tutto il corpo concentrato in un passaggio arduo, che presuppone la massima profusione di energie solo per affrontare quell'ostacolo ed esprimere con coerenza, anche con il viso e la sua mimica, quanto costi farcela, superare la roccia, allungare un altro passo davanti al precedente e non per inseguire il turbine di pensieri ed emozioni.


La malinconia è un'inquilina della mia anima. Soffre d'insonnia, per cui spesso mi fa compagnia... ma quando, raramente, si addormenta, la mia anima sorride e nel sonno le tira i capelli..
Paola Melone

sabato 11 giugno 2011

Volevo il movimento, non un’esistenza quieta. Volevo l’emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla.

Lev Tolstoj

giovedì 26 maggio 2011

Umanamente folle e follemente umano fascino della montagna

La montagna e’ una febbre che ti prende in un certo momento della tua vita e ti resta dentro, anche se il mondo va cambiando intorno a te, anche se i muscoli un giorno dicono basta e la famiglia reclama i suoi spazi, e forse altre ragioni di vita meno egoiste e più nobili vengono a sovrapporsi nel corso del tempo.
Nonostante tutto amanti della montagna si resta e si continua ad osservarla con sguardo obliquo, cercando vie di salita, vagliando i colori e la grana della roccia, soppesando le condizioni del ghiaccio nell’algida luce di un’alba o nel riverbero di un tramonto.
L’attaccamento alla montagna non si misura con gli anni e forse nemmeno con l’azione.
Si misura con la passione.
Questo e’ il fantastico, enigmatico, umanamente folle e follemente umano fascino della montagna, dove non ha senso ciò che si vede, ma solo quello che non si vede ma che si sente.
Gli amanti della montagna sono persone all’apparenza normali che amano, soffrono, sperano, si commuovono, si arrabbiano e hanno paura proprio come le altre persone, ma hanno occhi speciali perché sono stati misteriosamente accesi, posseduti, plasmati ed infine trasformati dalla stessa passione: la Montagna.

MAL DI MONTAGNA
di Enrico Camanni

venerdì 20 maggio 2011

Sogni e passi

Mi chiedo se le mie gambe e il mio fiato mi sapranno portare là dove i miei sogni mi sospingono...


Mappa da http://blog.skiforum.it/wp-content/uploads/2009/12/dolomiti-cartina.jpg

mercoledì 18 maggio 2011

Everest e Dolomiti in 3d - RealityMap 3D

Avete mai desiderato guardare da vicino l'Everest? Esplorare la via che passa per il pericoloso Khumbu Icefall? Verificare quanto è ripida la salita che lungo il versante nepalese porta al Colle Sud, prima di continuare lungo la cresta fino in cima? Oppure esaminare il difficile secondo gradino sul lato nord e l'inquietante Couloir Hornbein?
Bene grazie a una mappa 3D tutto questo è ora possibile, senza bisogno di ossigeno supplementare e seduti comodamente davanti al computer!



Everest 3D - 3D RealityMaps from 3D RealityMaps on Vimeo.

L'applicazione si chiama RealityMap 3D, è gratuita ed è il risultato di immagini satellitari ad alta risoluzione della regione del Monte Everest trasformate in una visualizzazione 3D. Una tecnologia simile è stata utilizzata con successo in passato in altri zone, come per esempio le nostre Dolomiti dove sono state utilizzate foto aerea, dando una precisione quasi millimetrica. Così, dopo aver sbirciato il Chomalunga dal nord o da sud, consigliamo un volo sopra le suggestive Tre Cime di Lavaredo, l'imponente gruppo del Sella e ovviamente la loro regina, la Marmolada con la sua vertiginosa parete sud.

fonte: http://www.planetmountain.com/News/shownews.lasso?l=1&keyid=38186

Scaricare il visualizzatore 3d da qui: http://www.realitymaps.de/it/3d-im-web/3d-realitymaps-online.html

Everest 3D: http://www.everest3d.de/home/home.html
Dolomiti 3D: http://www.3dolomiti.it/it/index.htm


Immagini delle Alpi via Satellite in tempo reale

SAT24 ALPI: http://www.sat24.com/alps mostra l'immagine via satellite delle Alpi in tempo reale (anche infrarossi)

L'Everest in diretta

Il Comitato EvK2cnr ha piazzato una telecamera sulla cima di Kala Patthar, 5.600 metri di quota, nella miglior posizione per scrutare la vetta della montagna più alta del mondo. Per osservare l’Everest basta collegarsi al sito http://www.evk2cnr.org/WebCams/PyramidOne/current.jpg. Vi apparirà la sagoma inconfondibile dell’Everest, 8.848 metri di quota. A destra si vede il pianoro di Colle Sud, 8000 metri di quota. L’immagine viene aggiornata continuamente. L’installazione della webcam è stata compiuta dai tecnici italiani e nepalesi del Comitato EvK2Cnr, coordinati da Giampietro Verza, che così ha commentato: "stavamo lavorando a questa installazione da mesi ormai, tra test e verifiche, ma ieri mattina (15 maggio 2011, ndr) abbiamo portato a termine l’ultimo passaggio. L’installazione della web cam della Mobotix è un gran risultato che ci permettere di raggiungere un nuovo primato: la web cam più alta al mondo. Anni fa all’Everest View Hotel a Syangboche esisteva una camera a oltre 30 km dall’Everest ma noi l’abbiamo messa a 11 Km, dal punto più panoramico possibile”.




 notizia da: MondoCAI Newsletter n.173 del 17 Maggio 2011 - 17.05.2011
http://admin5.antherica.com/newsletter/arc.html?cid=22682093A&mid=473862614I&pid=547734543O&uid=9461&exid=1081

Andrea Papini presenta il film sperimentale “La misura del confine”, ambientato in un rifugio al confine tra Val d’Aosta e Piemonte: il Vigevano. Il rifugio – costruito nei primi del ‘900 in occasione della spedizione della regina Margherita di Savoia in vetta al Monte Rosa - è dotato di diversi saloni con affacci su panorami mozzafiato. Il luogo è diventato il teatro di posa, per interni ed esterni, della intera realizzazione di questo film. La montagna è sia lo sfondo della vicenda sia il contenitore delle storie di coloro che la montagna la abitano e la sfidano. Tutto il progetto filmico è pensato come un laboratorio, sia per gli attori che hanno vissuto per due settimane di seguito nello stesso luogo delle riprese, sia per la regia, che ha concentrato in un film di 79 minuti storie di irrazionali passioni umane, prima fra tutte quella per la montagna, continuamente sfidata dagli abitanti che la circondano, spesso anche a costo della vita. Patrocinato da CAI.


martedì 10 maggio 2011

Pizzo Scalino (2)


Rapinarti del silenzio, non è già un crimine?
G. Ceronetti

lunedì 9 maggio 2011

Pizzo Scalino


Balaustrata di brezza per appoggiare stasera la mia malinconia
Giuseppe Ungaretti

martedì 3 maggio 2011

Il silenzio


È quel silenzio che non scordo.
Le vette interminabili, gli orizzonti sconfinati, la cima conquistata.
Il tutto, come fossi parte di un quadro meraviglioso.
Ma è quel silenzio che non scordo.
L’ho percepito, respirato, è stato il protagonista di una giornata lunga una vita.
E’ così che quel giorno ho vissuto.
I passi scalfiscono il ghiaccio, la corda solca la neve, il respiro a tratti si affanna.
Ma è solo il silenzio a fare rumore.
Sento il cuore, lui si col suo battito inarrestabile.
Forte come mai l’ho udito prima, o forse come mai l’ho saputo ascoltare.
E’ in silenzio che quel giorno ho ascoltato.
E’ in silenzio che un’energia misteriosa ha riempito la mia anima.
Lontano, glaciale, inospitale, fieramente distante dal mondo degli uomini.
E’ così quel posto, e solo grazie al silenzio ho imparato a conoscerlo.
Il silenzio, che fino a ieri non sapevo cosa fosse.


Non so di chi sia questa splendida poesia, me l'ha fatta conoscere l'amica Selena (http://www.brezzadimonte.com/index.htm), vorrei che fosse un po' di tutti, senza togliere alcun merito a chi l'ha scritta. La foto, invece, è mia ed è il Piz Palü

venerdì 15 aprile 2011

Fedeltà ad alta quota

Ambra è rimasta li: impassibile, con lo sguardo fiero ma pieno di tristezza. Non si è lasciata prendere nè salvare, per alcuni giorni. Ha preferito restare in balia del freddo, in montagna, a oltre 3000 metri, vagando con la speranza di ritrovare il suo padrone precipitato nel vuoto per oltre 300 metri. L'uomo, ovviamente, non poteva riapparire. Il cane era salito lassù con il padrone, con il quale viveva quasi in simbiosi; E' giunta lì dopo aver percorso a ritroso il tracciato fatto insieme al suo padrone ed ha raggiunto il punto in cui era scesa dall'auto di Zavattiero due giorni prima. Per la ricerca del cane si erano mobilitati in molti. Tra questi il sindaco di Usseglio Aldo Fantozzi, amante della montagna e degli animali che, nonostante il maltempo, aveva perlustrato l'intera zona nella speranza di poter trovare Ambra. Anche un gruppo di amici della vittima e di volontari del soccorso alpino si erano mobilitati per salvare l'husky. Ma del cane ormai non c'erano più tracce. Quando tutti pensavano che fosse ormai rimasta sotto una slavina, ecco che Ambra è tornata. Lunedì verso le 11 si è infatti presentata affamata e infreddolita alla centrale idroelettrica del lago della Torre. Fausto Perino, dipendente dell'impianto Enel, ha subito dato del pane all'animale impaurito. Poi ha chiamato sindaco e volontari del soccorso alpino .Non si era fatta prendere dai soccorritori ne dall'elicottero, ma avevaritrovato molti giorni dopo, lo stesso sentiero che aveva percorso in compagnia del suo padrone. Alla fine, per i soccorritori, ritrovare Ambra, dopo averla data per persa, è stata un'emozione davvero grande. Ambra è stata trasportata alla centrale di Crot, frazione di Usseglio. Qui il toccante incontro tra l'husky e Enza Rolando, la compagna di Zavattiero.

da: http://tgdog.it/la-mia-storia/228-fedelta-ad-alta-quota

lunedì 14 marzo 2011

Truly, madly, deeply

I'll be your dream
I'll be your wish I'll be your fantasy
I'll be your hope I'll be your love
Be everything that you need
I'll love you more with every breath
Truly, madly, deeply do
I will be strong I will be faithful
'cause I'm counting on
A new beginning
A reason for living
A deeper meaning, yeah

I want to stand with you on
a mountain

I want to bath with you in the sea
I want to lay like this forever
Until the sky falls down on me

And when the stars are shining
brightly in the velvet sky,
I'll make a wish send it to heaven
Then make you want to cry
The tears of joy for all the
pleasure in the certainty
That we're surrounded by the
comfort and protection of

The highest powers
In lonely hours
The tears devour you

Oh can you see it baby?
You don't have to close your eyes
'Cause it's standing right here
before you
All that you need with surely come

I'll be your dream I'll be your wish
I'll be your fantasy
I'll be your hope I'll be your love
Be everything that you need
I'll love you more with every breath
Truly, madly, deeply do

I want to stand with you on a
mountain

I want to bath with you in the sea
I want to live like this forever
Until the sky falls down on me

 
I'll be your dream
I'll be your wish I'll be your fantasy
I'll be your hope I'll be your love
Be everything that you need
I'll love you more with every breath
Truly, madly, deeply do
I will be strong I will be faithful
'cause I'm counting on
A new beginning
A reason for living
A deeper meaning, yeah

I want to stand with you on
a mountain

I want to bath with you in the sea
I want to lay like this forever
Until the sky falls down on me

And when the stars are shining
brightly in the velvet sky,
I'll make a wish send it to heaven
Then make you want to cry
The tears of joy for all the
pleasure in the certainty
That we're surrounded by the
comfort and protection of

The highest powers
In lonely hours
The tears devour you

Oh can you see it baby?
You don't have to close your eyes
'Cause it's standing right here
before you
All that you need with surely come

I'll be your dream I'll be your wish
I'll be your fantasy
I'll be your hope I'll be your love
Be everything that you need
I'll love you more with every breath
Truly, madly, deeply do

I want to stand with you on a
mountain

I want to bathe with you in the sea
I want to live like this forever
Until the sky falls down on me

Savage Garden

venerdì 25 febbraio 2011

Arrampicata femminile

"Credo che tutte le donne che praticano questo sport siano stupende.
A differenza degli uomini, le donne prima imparano la danza in verticale e lo studio della via e poi sviluppano la forza.. gli uomini prima salgono con la forza bruta e poi forse... imparano ad essere eleganti in ciò che fanno!"

Lynn Hill

mercoledì 16 febbraio 2011

Winter in Hell


Winter in Hell from Enrique Pacheco on Vimeo.
Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro.


E non basta una eternità per cancellarlo.

Dino Buzzati

martedì 15 febbraio 2011

Preghiera

Signore, amo la montagna perché proclama la tua magnificenza.
I ghiacciai, le cascate, le immense distese di pini e di fiori annunciano la tua potenza e il tuo amore per noi.
Tutto questo, Signore, dà immensa certezza alla mia fede e tanta sicurezza alla mia passione per te.

Amo il minuscolo sentiero che si inerpica fra i dirupi e la tenue pista sul nevaio, perché umili e silenziosi portano in vetta, chiudendo nel segreto lo sforzo di chi è passato prima di me e la dura lotta di chi li ha aperti.

Amo il rifugio che domina dallo strapiombo la valle, perché caldo di ospitalità e amicizia elimina formalismi e prevenzioni, immergendo tutti in un clima di semplicità e di inesprimibile serenità.

Amo la guida che porta alle cime, perché ha il passo uguale e tenace, perché ha la voce dal sapore di roccia e canta sereno nella tormenta.

Come tutto questo, o Signore, ricorda che tu stesso sei "guida", che tu stesso hai tracciato e aperto una via, dove le tue impronte di sangue assicurano il passo e il raggiungimento della cima!

Signore, fa che io porti con me queste voci dei monti, che mi avvicinano a te. Che io senta vivo il senso di chi cammina con me, come in cordata, dove la stessa sorte ci unisce in un sol corpo, tesi verso l'unica méta.

Così sia.

(G. Perico S.J.)

venerdì 11 febbraio 2011

Speranza, attesa, convinzione...

Sperate sempre in ciò che aspettate,
ma non aspettate mai ciò in cui sperate.
Credete solo in ciò che vi convince,
ma lasciatevi convincere solo da ciò in cui credete.


Paul Preuss

mercoledì 2 febbraio 2011

Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo.

Albert Camus

martedì 25 gennaio 2011

In montagna si può...

In montagna si può ridere, correre, parlare con gli amici; si può ascoltare la musica dei Pink Floyd e di Albinoni, fischiettare la Carmen; in montagna si può fare all’amore, si può essere tristi, e anche pensare.


In montagna si può mangiare la polenta con il latte, organizzare una partita di calcio tra valligiani e cittadini, dormire senza pensieri, si può scrivere alla ragazza.

In montagna si può ascoltare il silenzio, passare il Capodanno in una baita con tanti amici, si possono raccogliere minerali, e gettare sassi in un ruscello.

In montagna si può prendere il sole sdraiati su di una cima, leggere un romanzo di Buzzati o un giallo di Le Carrè, si possono fotografare le nuvole o gli stambecchi.

In montagna si può giocare a briscola, raccogliere erbe medicinali; si può arrampicare e sciare, percorrere nuovi sentieri, costruire un tavolo di legno.

In montagna, dunque, si possono fare tutte le cose che si fanno in città e se ne possono fare anche molte altre, più divertenti.

Molti invece in montagna ci vanno per arrabbiarsi, per litigare, per bestemmiare, per non guardare in faccia i vecchi amici, per dormire preoccupati la notte, per soffrire, per rischiare.

In montagna si può fare quello che si vuole.
Carlo Possa
“Lo Scarpone”, 1976

venerdì 14 gennaio 2011

Gli spiriti della montagna

Non scacciate i cari spiriti della montagna dalla loro dimora.
In punta di piedi.
Non chiamateli, ma state in ascolto.
E non disturbate il loro placido governo.
Ve ne saranno grati e vi compenseranno!


Julius Kugy
Dalla vita di un alpinista.