mercoledì 14 settembre 2011
Walter Bonatti, 22 giugno 1930 – 13 settembre 2011
Nella foto: Walter Bonatti, il 22 febbraio 1965, saluta dalla vetta del Cervino al termine della sua impresa più bella: la via nuova diretta, solitaria, invernale, sulla parete nord.
«Ho scoperto che l'uomo è pieno di sorprese, e anche di contraddizioni. Ci ho molto pensato. Ma in realtà il mio viaggio non è mai finito. Non esiste un termine. Al fondo di tutto c'è l'universo, l'immensità. Chissà fin dove può arrivare... A volte mi è sembrato davvero di essere riuscito a dare uno sguardo al di là della dimensione in cui siamo calati. Certo, è difficile da spiegare. Ma in fondo è bene che un po' di mistero rimanga: guai a distruggerlo, rovineremo il senso della vita. E poi il mistero era e rimane un invito alla scoperta».
Walter Bonatti, 2008 (da un'intervista di Roberto Mantovani)
Il più bell'esempio di umiltà di un alpinista è espresso nella sua frase "Nessuna montagna vale la vita", spiegando il motivo del ritiro dalla parete nord dell'Eiger in solitaria. In quell'occasione fu colpito da una frana riportando la frattura di una costola.
Seppe rinunciare, inginocchiandosi di fronte alla grandezza della montagna, senza sfidarla.
Ciao Walter, grazie di tutto!
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