martedì 25 gennaio 2011

In montagna si può...

In montagna si può ridere, correre, parlare con gli amici; si può ascoltare la musica dei Pink Floyd e di Albinoni, fischiettare la Carmen; in montagna si può fare all’amore, si può essere tristi, e anche pensare.


In montagna si può mangiare la polenta con il latte, organizzare una partita di calcio tra valligiani e cittadini, dormire senza pensieri, si può scrivere alla ragazza.

In montagna si può ascoltare il silenzio, passare il Capodanno in una baita con tanti amici, si possono raccogliere minerali, e gettare sassi in un ruscello.

In montagna si può prendere il sole sdraiati su di una cima, leggere un romanzo di Buzzati o un giallo di Le Carrè, si possono fotografare le nuvole o gli stambecchi.

In montagna si può giocare a briscola, raccogliere erbe medicinali; si può arrampicare e sciare, percorrere nuovi sentieri, costruire un tavolo di legno.

In montagna, dunque, si possono fare tutte le cose che si fanno in città e se ne possono fare anche molte altre, più divertenti.

Molti invece in montagna ci vanno per arrabbiarsi, per litigare, per bestemmiare, per non guardare in faccia i vecchi amici, per dormire preoccupati la notte, per soffrire, per rischiare.

In montagna si può fare quello che si vuole.
Carlo Possa
“Lo Scarpone”, 1976

venerdì 14 gennaio 2011

Gli spiriti della montagna

Non scacciate i cari spiriti della montagna dalla loro dimora.
In punta di piedi.
Non chiamateli, ma state in ascolto.
E non disturbate il loro placido governo.
Ve ne saranno grati e vi compenseranno!


Julius Kugy
Dalla vita di un alpinista.