La montagna e’ una febbre che ti prende in un certo momento della tua vita e ti resta dentro, anche se il mondo va cambiando intorno a te, anche se i muscoli un giorno dicono basta e la famiglia reclama i suoi spazi, e forse altre ragioni di vita meno egoiste e più nobili vengono a sovrapporsi nel corso del tempo.
Nonostante tutto amanti della montagna si resta e si continua ad osservarla con sguardo obliquo, cercando vie di salita, vagliando i colori e la grana della roccia, soppesando le condizioni del ghiaccio nell’algida luce di un’alba o nel riverbero di un tramonto.
L’attaccamento alla montagna non si misura con gli anni e forse nemmeno con l’azione.
Si misura con la passione.
Questo e’ il fantastico, enigmatico, umanamente folle e follemente umano fascino della montagna, dove non ha senso ciò che si vede, ma solo quello che non si vede ma che si sente.
Gli amanti della montagna sono persone all’apparenza normali che amano, soffrono, sperano, si commuovono, si arrabbiano e hanno paura proprio come le altre persone, ma hanno occhi speciali perché sono stati misteriosamente accesi, posseduti, plasmati ed infine trasformati dalla stessa passione: la Montagna.
MAL DI MONTAGNA
di Enrico Camanni
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