mercoledì 6 ottobre 2010

Perchè salire...

La montagna è contemplazione solitaria, passione per la verità, che irrompe e si diffonde come una malattia.
Tutto quello smisurato paesaggio fatto di innumerevoli, meravigliose certezze naturali si liquefa, si perde affondando in gorghi e sontuosi arabeschi si disegnano nell'anima.
E' quasi una premonizione dell'essenza. Qualcosa che cerca di spiegare ontologicamente cosa sia la vita.
E sopra di me cieli sublimi, misteriosi, perlacei. Intorno tutto limpidamente si stilizza o si distende in un cupo rigoglio, in un astratto miscuglio di prati, roccia, neve, erba, fiori.
La condizione umana torce gli orizzonti di una nuova forza irradiante. Ecco allora i cieli profondi, agitati, le notti pesanti, il sole e la luna come candele che gocciolano cera su remoti pendii, abeti infelici, le radure del distacco, i prati della malinconia e lì, accanto, pareti solenni, monumentali.
La montagna è ascesi, a volte vorrei anche io il mio eremo per clausura.

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